L'arcipelago della Maddalena

Scorcio maddalenino


Arcipelago di La Maddalena, Budelli

Qualcuno le ha chiamate le sette meraviglie. La Maddalena e le altre isole maggiori dell’arcipelago (Santo Stefano, Caprera, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria) sono davvero sette impareggiabili perle, circondate di tanti altri piccoli isolotti e immerse in un mare di un colore, di una trasparenza, di una bellezza che hanno pochi uguali al mondo. La Maddalena è la principale delle isole ed è anche l’unica abitata. I suoi circa 15 mila abitanti parlano un idioma tutto particolare, una miscela linguistica che mette insieme un po’ di sardo e un po’ di corso.

Il ruolo svolto da La Maddalena come base navale è uno dei più importanti nella storia della marineria europea. Della singolare posizione strategica al centro del Mediterraneo, si erano accorti i Romani, che vi avevano istituito un avamposto determinante nella eterna rivalità con i Cartaginesi e che ne sfruttavano le ricchezze anche a scopi civili (le colonne del Pantheon sono fatte di granito tratto dalle cave de La Maddalena). Se n’era ben reso conto Horatio Nelson, il quale – nei lunghi mesi in cui sostò alla fonda in queste acque con le sue navi, in attesa di ingaggiare lo scontro finale con la flotta francese – illustrò ripetutamente al governo inglese le possibilità di dominio sull’intero Mediterraneo che il possesso de La Maddalena era in grado di garantire.

L’arcipelago è un insieme incantevole di baie, di calette, di minuscoli lidi di sabbia finissima lambiti da un mare cristallino. I litorali, di natura granitica, sono caratterizzati dalla singolare trasparenza delle acque. In alcuni casi, come la celeberrima Spiaggia Rosa di Budelli, le sabbie sono arricchite da detriti di microrganismi che danno luogo a particolari colorazioni. La vegetazione terrestre è quella tipica della fascia costiera mediterranea: una macchia spontanea dominata da ginepro, corbezzolo, fillirea, lentisco, mirto, erica, cisto, euforbia, elicriso, i cui profumi si mescolano nell’aria trasmettendo inebrianti stimoli sensoriali.

Quanto alla fauna marina, l’area dell’arcipelago è tra le più importanti di tutto il Mediterraneo per la presenza di saraghi, corvine e cernie. Di queste ultime esiste una colonia che si lascia avvicinare e accarezzare dai sub: un autentico paradiso dove l’uomo, il pesce e la natura convivono in armonia.


Le isole dell'arcipelago

Arcipelago di La Maddalena, Isola di Spargi

Isola di Spargi, Cala Ferrigno

Visitare le altre sei isole dell’arcipelago, disabitate e incontaminate, riserva paesaggi, profumi e sensazioni di rara suggestione. Difficile dire quale delle isole sia la più bella. Nessuna assomiglia alle altre e quindi ognuna, a suo modo, è la più affascinante e la più bella nella sua singolarità.

La più vicina alla Maddalena è Caprera, unita alla sorella maggiore da un ponte che ne facilita l’accesso. Caprera ha baie e insenature di rara bellezza, prima fra tutte la famosa Cala Coticcio.
E’ per antonomasia l’isola di Garibaldi: imperdibile dunque una capatina al Compendio garibaldino, costituito dalle case bianche erette con le proprie mani dall’Eroe e ricche di cimeli e di ricordi che rimbalzano la mente diritto alle atmosfere del Risorgimento.
A Spargi, come in tutte le altre, si arriva solo in barca. Colpisce da lontano il candore delle morbide dune di sabbia della splendida Cala Corsara, che merita sicuramente una sosta tra il suoi odorosi elicrisi e un bagno nelle sue acque cristalline. Ma basta muoversi lungo la costa rocciosa per imbattersi in calette ed anfratti toccati solo dal vento e dalla natura.
Budelli è considerata da sempre la perla migliore. La Spiaggia Rosa, immortalata e resa celebre negli anni Sessanta da Michelangelo Antonioni in “Deserto rosso”, offre una natura incontaminata grazie alla protezione totale imposta dal regolamento del Parco. E’ un tripudio di colori e di profumi, con la macchia di ginepri e di lentischi che scende fino a lambire il turchino-smeraldo del mare. Per il bagno occorre spostarsi nell’attigua spiaggia dei Cavalieri (non toccate gli splendidi gigli di mare che vi crescono spontanei), ma prima vale la pena di sedersi su una vecchia panchina in legno sistemata da chissà chi, e chissà quando, sul limitare della sabbia rosa. Ti lasci andare e lo sguardo spazia sul basso skyline degli altri isolotti, con le loro coste punteggiate di vegetazione sempreverde e il mare che assume cangianze indescrivibili.

Arcipelago di La Maddalena, Santa Maria

Parco di La Maddalena, Santa Maria

Santa Maria e Razzoli sono altrettanto belle e selvagge. Percorrerle a piedi, lungo il periplo costiero o addentrandosi nella fitta macchia mediterranea, riserva molte sorprese tra cui l’incontro col gabbiano corso e altre specie animali. A Razzoli vale la pena salire fino al faro, che si affaccia sullo stretto braccio di mare che divide la Sardegna dalla Corsica, fronteggiando i venti del nord e le impettite bianche falesie di Bonifacio.